A Nereto (Teramo), m.163 s.l.m., la Chiesa di S.Martino di
Tours, Patrono del paese, si trova un po’ ai margini del centro abitato. La
sua costruzione, effettuata da monaci benedettini al servizio dell’allora Borgo
Galliano (S.Martino ad Gaglianum o ad Galignanum), che costituiva
l’insediamento abitativo antecedente alla fondazione di Nereto, risale alla
prima metà del XII secolo. L’aspetto attuale è dovuto a numerosi rifacimenti nel
tempo, il più importante dei quali risale alla seconda metà dell’Ottocento,
quando la sua abside originaria venne demolita per far posto ad una parte del
cimitero. Attualmente la chiesa è in ristrutturazione. La semplice facciata in
pietra è a coronamento orizzontale e al centro di essa si apre un portale con
arco a tutto sesto, sulla cui chiave d’arco è incastonato un bassorilievo
raffigurante S.Martino a cavallo che dona parte del suo mantello. Subito sopra è
rimesso in opera un Agnus Dei in pietra. Ai lati del portale sono due
piccole finestre, anch’esse con arco a tutto sesto, incorniciate con conci in
pietra. In alto, un rosone in pietra incorniciato in laterizio dà luce
all’interno. La copertura della parte centrale è a capanna, mentre quella delle
due navatine laterali è ad unico spiovente contrapposto. Su uno di questi è
collocato un piccolo campanile a vela per una campana. All’interno, la navata
centrale è divisa da quelle minori laterali da due file di colonne su cui sono
appoggiati archi a tutto sesto. L’abside, ricostruita, è semicircolare.
A Nereto troviamo anche la
Chiesa parrocchiale di Maria SS.ma della Consolazione, la
Chiesa di Maria SS.ma
del Suffragio, la Chiesa dell’Addolorata, la
Chiesa di S.Rocco e la
Chiesa di S.Filippo Neri, le ultime due
da tempo sconsacrate.
Per
arrivarci da Teramo, da cui dista
circa Km. 30 (vedi
mappa): si percorre la S.S.80 in direzione di
Giulianova fino all’incrocio con la superstrada per la Val
Vibrata. Qui si gira a sinistra e, percorrendola tutta, si
arriva a S.Onofrio. Proseguendo, si
arriva a
Garrufo, dove occorrerà girare a destra in direzione
S.Omero e Nereto.


Foto e testi di Francesco Mosca
(2012)
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